Oggi è il 25 novembre, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne ed è sconcertante come più passino gli anni più i dati crescano e aumentino anche le diverse forme di violenza.

Quando parliamo di violenza contro le donne pensiamo alla stupro, alle violenze domestiche, ai delitti familiari e basta leggere la cronaca degli ultimi tempi per avere i brividi.
I dati Istat mostrano che rispetto al 2019, le donne vittime che si sono rivolte al numero antiviolenza sono aumentate del 25%.

Ma ci sono anche altri modi per esercitare la violenza:

Revenge porn: è un reato, oltre ad essere una terribile violenza. Un esempio di vittima è la giovane insegnante torinese di cui negli scorsi giorni era circolato un video intimo, diffuso senza il consenso della ragazza dall’ex fidanzato nella chat degli amici. Quando il materiale ha iniziato a girare, sono arrivati anche ricatti e minacce. In ultimo il licenziamento. E altra cosa terribile (riflettiamoci bene) la moglie di uno di questi amici che ha ricevuto il video, si accorge che quella in foto è l’insegnante di suo figlio. Non tende la mano alla maestra, ma decide anzi di inoltrare tutto il materiale ad altre tre mamme!

Victim blaming: doppia vittimizzazione, ovvero la colpevolizzazione delle donne come causa principale della loro morte. Avete presente quando leggete: poverino, era un brav’uomo, soffriva di depressione, o quando ci sono titoli del tipo “ingenua la ragazza stuprata…tirata di orecchie ai genitori” come ha scritto Vittorio Feltri in merito al caso Genovese, che ha segregato e stuprato una 18enne per 24 ore. Lo stupro è stupro e basta!

Slat-shaming: in italiano umiliazione da sgualdrina o anche stigma della puttana. In sostanza l’atto di far sentire una donna colpevole o inferiore per determinati comportamenti o desideri sessuali che si discostino dalle aspettative di genere. Ad esempio se ti vesti “in modo provocante”, se agisci in maniera sfacciata e sessuale prima di non acconsentire al sesso. È uno dei motivi per cui tante vittime non denunciano la violenza.

Nessuna donna è al riparo da queste violenze, nessuna può sentirsi in un mondo protetto e pensiamo anche al futuro delle nostre figlie/nipoti/amiche, al futuro delle donne.

Infine facciamoci anche un esame di coscienza per tutte quelle volte che ci siamo giudicate o che abbiamo sentito giudicare una donna e non l’abbiamo difesa…

Lottiamo insieme, contro la violenza e l’ignoranza.

Cosa ne pensi?