Se volete ritagliarvi qualche ora fuori dal mondo e dal tempo, c’è una tappa a Roma che merita assolutamente di essere segnata in agenda: la mostra Venus.
Più che una semplice esposizione, è un viaggio immersivo nella bellezza, un racconto visivo e simbolico che intreccia moda e arte, femminilità e mito, mettendo in dialogo la visione senza tempo di Valentino Garavani con l’universo monumentale, sensuale e ironico dell’artista portoghese Joana Vasconcelos.

La mostra si colloca in un territorio affascinante tra arte, alta moda e artigianato, riflettendo pienamente la missione di PM23, la fondazione di Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, impegnata nel sostenere voci artistiche audaci e progetti culturali di grande respiro.
Un dialogo tra arte contemporanea e haute couture

Venus celebra la bellezza, la femminilità e l’empowerment come forze capaci di plasmare l’identità. Qui l’arte contemporanea incontra l’alta moda in un dialogo intimo e dinamico, dove la scultura abbraccia l’abito e l’abito diventa esso stesso narrazione.

Per la sua prima esposizione a Roma, Joana Vasconcelos sceglie di confrontarsi con Venere, la dea romana dell’amore e della bellezza. Non una figura idealizzata o distante, ma una Venere riletta come lente critica sulla cultura contemporanea e sull’evoluzione dei ruoli femminili.
Ispirandosi ai modelli iconici di Valentino Garavani, l’artista dà vita a un nuovo corpus di opere che va oltre il semplice omaggio, instaurando un dialogo continuo tra moda e cultura.

Il percorso espositivo si articola attraverso quindici opere principali, affiancate da trentadue creazioni di Valentino Garavani, in un racconto che trasforma il domestico e il familiare in simbolico, il quotidiano in straordinario.
Valchiria: la forza creativa della manualità femminile

Tra le opere più potenti della mostra spicca Valchiria, creata appositamente per Valentino – Venus. Una scultura monumentale lunga 14 metri, che reinterpreta la figura mitologica della Valchiria attraverso il linguaggio dell’arte e dell’artigianalità contemporanea.
Valchiria trae energia dalla moda, dalla scultura e dal lavoro manuale collettivo. La sua “seconda pelle” all’uncinetto è una dichiarazione poetica e politica insieme: per Joana Vasconcelos, infatti, l’uncinetto non è solo una tecnica, ma una genealogia viva della creatività femminile, tramandata di generazione in generazione, appresa fin dall’infanzia dalla nonna.

L’opera si intreccia con dieci modelli Valentino Garavani, accompagnando il pubblico in un crescendo di colori, motivi e texture. Un lavoro manuale straordinario, reso ancora più significativo dal coinvolgimento di oltre 200 persone, grazie a seminari di uncinetto diffusi in diversi luoghi di Roma. Un gesto collettivo che restituisce dignità e visibilità al lavoro artigianale, spesso invisibile.
Oltre gli stereotipi: il domestico diventa iconico alla mostra Venus

La mostra è attraversata da un filo conduttore chiaro: celebrare il lavoro femminile, giocando al tempo stesso con gli stereotipi che vorrebbero ridurre la donna alla sola sfera domestica.
È il caso di opere come Marilyn, in cui Vasconcelos trasforma oggetti quotidiani della cucina in simboli glamour, sovvertendo le associazioni tradizionali tra donna, casa e dovere.

Qui l’ironia diventa uno strumento potente, capace di ribaltare i significati e di restituire al femminile una dimensione libera, creativa e profondamente contemporanea.
La mostra Venus è un omaggio al passato che parla al presente

La mostra Venus è, da un lato, un omaggio al genio di Valentino Garavani e alla sua idea di eleganza assoluta; dall’altro, una dichiarazione artistica fortemente attuale firmata Joana Vasconcelos: audace, ironica, profondamente libera.

Uscendo dalla mostra, resta una sensazione precisa e difficile da dimenticare:
la bellezza, quando è autentica, arriva dritta al cuore, si reinventa e continua a parlare al presente. Anche – e soprattutto – partendo dal passato, trovando sempre nuovi modi per raccontarsi.
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